Esattamente 1 anno fa L’Aquila e i comuni limitrofi erano devastati da un violento terremoto.
Purtroppo ci sono 308 persone che quest’anno non hanno potuto vederlo se non da molto in alto.
Un doveroso saluto va a loro e a i volontari tutti che hanno rischiato la loro vita per far si che non fossero in 308 li sotto le macerie.
Un altro doveroso saluto va a tutto il campo San Biagio di Tempera (volontari compresi) con i quali ho (anzi abbiamo!!!) condiviso giornate felici in mezzo al dramma provando anche solo per un ora a non pensarci.
Di quella maledetta notte ricordo solamente che io ero a Pescara perchè il 31 Marzo avevo avuto paura (penso sia umano) e quando il mio palazzo si mosse il primo pensiero è andato a gli abitanti in casa mia a L’Aquila e sentire Isazi dire che era sulla panchina alla piazzetta dove c’è Padre Pio mi ha sollevato tantissimo.La seconda persona che ho voluto sentire è stato Lopoc e perfortuna anche lui e la sua famiglia stavano bene.Il pomeriggio del 6 Aprile ancora ricordo l’abraccio con Paolo Bozzelli che ancora zoppicante mi raccontava di come parecchi di noi stavano bene ma troppe persone non ce l’avevano fatta.
Dopo 1 anno vedo che poche cose sono cambiate.L’unico vero cambiamento c’è stato nell’animo dei cittadini che dalle 3.33 hanno preso la consapevolezza che l’unico metodo per riavere la propria città , è quello di rimboccarsi le maniche ed evitare polemiche,fedi politiche e rancori.